"PIEMONTESINA BELLA" e "BESSANAISE JOLIE" : una storia di Hortense



 Come è nata « Bessanaise jolie » (Félix Personnaz)

 

 

Durante la guerra, il paesino di Bessans (situato sulle Alpi al confine tra l’Italia
e la Francia) è occupato dall’esercito italiano e poi dai tedeschi dal 22 giugno
1940 all’8 settembre 1943.

Prima della guerra, tre ragazzi, ex-compagni di scuola, si ritrovano in paese
per trascorrere le vacanze… Bloccati a Bessans a causa dell’occupazione, 
Julien Grosser, Adrien Tracqui e il più giovane di loro Robert Parrour,
continuano a frequentasi. La lingua italiana, imparata a scuola gli consente
di capire meglio l’occupante piemontese capace di resistere al rude clima
di Bessans.

A Julien, il maggiore dei tre, viene affidato il posto di maestro di scuola
di una delle tre classi del paese.

Ai giovani soldati piemontesi piace cantare in coro sul campo militare ma
anche per strada. Molto spesso intonano un valzer « Piemontesina bella ».
Alcuni  ragazzi di Bessans ne imparano qualche strofa. Agevolati dal fatto
che conoscono la lingua i nostri « tre moschettieri » imparano la canzone e
la cantano.

Anche se lieve un’occupazione è sempre pesante. Nell’inverno ’41-’42,
stufi di cantare Piemontesina bella i nostri tre compagni si ritrovano dai
famigliari di Julien o in camera sua e cominciano a chiamarla
« bessanaise jolie » (bessanese bella).

Poco per volta, aggiungendo un pezzetto dopo l’altro, compongono
le prime due strofe, senza però mai scriverle. La creazione « pubblica » 
della canzone ha luogo nel 1942 in occasione del battesimo di Hortense,
figlia di Marianne e Marcellin Personnaz, grazie a Julien Grosset nelle
veci di padrino.

Durante l’inverno ‘43/’44, i partigiani francesi si organizzano. A Bessans
diversi ragazzi sono chiamati a partecipare alla resistenza e l’attesa di
combattere ispira i nostri tre giovanotti a comporre una terza strofa sul
tema della macchia da inserirsi tra le due strofe precedenti. E così viene
finita la bessanaise jolie, cantata da tutto il paese e non solo, così come
verrà cantata per la chiusura delle Olimpiadi invernali di Albertville nel
1992. Questa « marsigliese » degli abitanti di Bessans, venne cantata in
tutte le circostanze, belle e brutte, fischiettata di notte  quando una
pattuglia di resistenti voleva farsi riconoscere, ed è ancora oggi d’attualità,
e viene cantata dagli « emigrati » di  Parigi o di Grenoble…

L’unico sopravvissuto del « trio » Robert Parrour e sua moglie Pierrine
hanno invitato il 10 marzo 2005 Georges e Felix Personnaz per raccontare
loro la storia della Bessanaise jolie.


                    

Ascolta il brano : Piemontesina bella


                    

1° couplet

Vois-tu Bessans c’est la vie,
Viens donc ma jolie,
On s’aimera tous les deux
Au bord de l’Arc qui chantonne,
Un moment j’serai ton homme,
Et nous serons heureux.
Viens donc Lili,
Là dans leurs nids,
Brunes fauvettes et pinsons
Sous la lune rythmeront leurs chansons.

 

1° refrain

Je ne t’oublierai pas
Bessanaise jolie
Souviens-toi des folies
Que nous faisions là-bas
Donne-toi dans un rêve
T’aimer je te le jure
Mais si tu ne restes point pure
N’attends pas mon retour

2° couplet

Adieu ma petite Lili,
Là-haut dans le maquis,
Il faut nous exiler.
Pense souvent à ton homme,
Pour qui l’heure sonne,
Du devoir sacré.
Oui, ma chérie,
Dans le maquis,
Mon cœur restera près du tien
Ce sera mon unique soutien.

2° refrain

Je ne t’oublierai pas
Dans ma nouvelle vie
N’aie peur que je t’oublie
Mon cœur est tout à toi.
Refoule ton émoi
Ne crains pas pour ma vie
Car bientôt ma jolie
Je reviendrai vers toi.

3° couplet

Vois-tu maintenant c’est fini,
D’une balle ennemie,
Je viens d’être frappé
Dans un brillant astre d’or,
Je voudrais bien encore,
Pouvoir te chanter.
À toi Lili,
Dans l’agonie,
Cette douce chanson d’adieu
Que parfois nous chantions tous les deux.


3° refrain

Je ne t’oublierai pas
Bessanaise jolie
Souviens-toi des folies
Que nous faisions là-bas
Dans ma vie qui s’achève
Tu es passée si belle
Chantons la ritournelle
De ce qui ne fut qu’un rêve.

 

 

Piemontesina bella

 
Addio bei giorni passati
mia piccola amica ti devo lasciar
gli studi son già terminati
abbiamo finito così di sognar.
Lontano andrò dove non so
parto col pianto nel cuor
a Torino ho lasciato il mio amor.

 
Non ti potrò scordare
piemontesina bella
sarai la sola stella
che brillerà per me.
Ricordi quelle sere
passate al Valentino
col biondo studentino
che ti stringeva sul cuor.

 
Totina il tuo allegro studente
di un giorno lontano
è adesso dottor
io curo la povera gente
ma pure non riesco
a guarire il mio cuor.
La gioventù
non torna più
quanti ricordi d'amor
a Torino ho lasciato il mio cuor.

 
Non ti potrò scordare...